Testimonianze volontari

…Ho cominciato a fare la volontaria poco dopo la nascita di CasAmica.Tanti anni, tante sere passate con tante persone. Dai primi momenti del “saro’ in grado di essere d’aiuto” o “saro’ in grado di sopportare tutta questa sofferenza” ho capito poi che la forza me l’avrebbe data proprio la “casa” e i nostri ospiti… Anche noi volontari siamo stati coinvolti nella costruzione di un ambiente familiare, ma piu’ che costruire noi un ambiente, sono stati i nostri ospiti a crearlo….. Spesso gli ospiti ritornano piu’ e piu’ volte nel corso degli anni e ogni ritorno e’ sempre uno stress emotivo. Spesso il sollievo e’ rappresentato dal fatto che comunque ci sara’ un posto per dormire, in una casa amata, dove c’e’ anche un amico/a che lo aspetta.”

Paola, marzo 2012


Una prima riflessione: faccio del volontariato o sono un volontario? No, il volontariato non è un mestiere, un’attività, una giacca che si toglie e si mette. Il volontariato è un modo di essere e di rapportarsi agli altri…..Non stiamo a pensare se un domani ci potremmo trovare nella stessa situazione dei nostri amici ospiti, pensiamo solo che ognuno di noi tende alla felicità. La felicità in cosa consiste? Dimenticare un po’ di se stessi …….Ancora l’ascolto e l’accettazione degli altri così come sono e la voglia di conoscere, perché conoscere significa capire e capire significa amare…..Così attraverso questo rapporto virtuoso, costruiamo un terreno, una piattaforma di scambio di storie, esperienze, esempi, relazioni che arricchiscono tutti.”

Sandro, 2012


Dagli incontri [di formazione] sono emersi due punti preziosi nel cammino di accompagnamento : l’importanza di riconoscere le proprie emozioni, cio’ che si muove dentro di noi quando incontriamo una persona malata e raccogliamo le sue paure, i suoi sfoghi e le ansie; il riconoscere il nostro essere limitati che ci aiuta a scoprire cio’ che siamo per imparare a lavorare in rete, senza pretendere di gestire da soli le diverse situazioni di fatica e di dolore che si incontrano ogni giorno. Con un punto sempre fisso: sostenere la speranza non significa dare illusioni, la speranza non è attivismo, non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che una cosa ha senso in ogni caso….”

Cristina, aprile 2013